Devo andare a Budapest per lavoro. Mi alzo alle 4.30… ma è cambiata l’ora, per cui sarebbero le 3.30.
Col taxi arrivo fino a Malpensa, c’è poca gente, faccio il check in, il controllo sicurezza, colazione e poi finalmente imbarco.
Sono un po’ assonnata…cerco di dormire… ma arriva il “plin plon” del comandante. In un tedesco quasi comprensibile anche a me, annuncia che c’è un problema… pare al computer. “Oh, no…” penso. Aspetto.
Dopo poco torna la voce del comandante che chiede di pazientare mezz’ora: stanno verificando se c’ un guasto meccanico oppure solo nel monitoraggio che fa il computer. Alcuni passeggeri si alzano, vanno a informarsi dalle hostess. Guardo l’ora. Comincio a dubitare che potrò prendere la coincidenza a Vienna…ma aspetto.
Alle 8.25 il comandante annuncia che il volo viene cancellato. In cuore mio impreco… so cosa significa: riprendere i bagagli, rifare il biglietto, il check in, i controlli… Scendo, come tutti gli altri passeggeri. Fortunatamente la mia valigia è tra le prime – ho aspettato solo mezz’ora!! – , mi precipito al secondo piano, driblo comitive di studenti e vecchiette per arrivare al più presto alla biglietteria. Sono quasi soddisfatta: solo 5 persone prima di me!! Sono le 9.10.
Alle 9.40 sono ancora in coda…
Alle 10.10 sono ancora in coda…
Alle 10.30 è il mio turno. Guardo dietro di me, la fila di tutti i passeggeri del mio stesso volo è ancora lunga. Mi chiedo se una compagnia, che ha causato un disagio grave ai passeggeri possa lasciare una sola persona a ri proteggere tutti cercando alternative di volo. Mi chiedo anche se usando un qualsiasi tool di booking on line ci voglia tutto quel tempo per fare ogni singolo biglietto.
Il disappunto cresce anche a causa di persone maleducate che cercano di saltare la fila… posso convenire che il servizio è pessimo, ma lo è per tutti i passeggeri allo stesso modo… secondo la fila!
La signora al banco è però molto cortese. Le dico solo “Vado a Budapest… mi trovi cortesemente il primo volo disponibile” Mi presenta due alternative…la differenza è di 10 minuti. Ho una piccola esitazione: sto scegliendo Monaco… potrei avere di nuovo ritardo… forse meglio scegliere Francoforte??… Non posso saperlo. Prendo il volo che arriva prima… Mentalmente considero che se andavo in macchina, ci mettevo di meno!!
Sono al gate, in attesa del mio nuovo volo. Spero di partire. Comincio ad avere sonno…
Per arrivare all’aereo, prendiamo il bus, che è pieno all’inverosimile. Metà dei passeggeri sono Americani in pensione che probabilmente stanno viaggiando per l’Europa. Una signora anziana, che fatica a muoversi, urta un’altra signora. Le chiede scusa e quella, di rimando “No, nessun problema, mi ricorda la mia metropolitana di New York!” Sorride. Incrocio il suo sguardo vivace in un viso ormai segnato dagli anni e anche a me viene da sorridere. La giornata non è poi tutta da buttare!



