alelum1969

Archivio per la categoria ‘Viaggi’

VOLARE…OH, OH….

InViaggi su 25 marzo 2012 a 10:39

Devo andare a Budapest per lavoro. Mi alzo alle 4.30… ma è cambiata l’ora, per cui sarebbero le 3.30.

Col taxi arrivo fino a Malpensa, c’è poca gente, faccio il check in, il controllo sicurezza, colazione e poi finalmente imbarco.

Sono un po’ assonnata…cerco di dormire… ma arriva il “plin plon” del comandante. In un tedesco quasi comprensibile anche a me, annuncia che c’è un problema… pare al computer. “Oh, no…” penso. Aspetto.

Dopo poco torna la voce del comandante che chiede di pazientare mezz’ora: stanno verificando se c’ un guasto meccanico oppure solo nel monitoraggio che fa il computer. Alcuni passeggeri si alzano, vanno a informarsi dalle hostess. Guardo l’ora. Comincio a dubitare che potrò prendere la coincidenza a Vienna…ma aspetto.

Alle 8.25 il comandante annuncia che il volo viene cancellato. In cuore mio impreco… so cosa significa: riprendere i bagagli, rifare il biglietto, il check in, i controlli… Scendo, come tutti gli altri passeggeri. Fortunatamente la mia valigia è tra le prime – ho aspettato solo mezz’ora!! – , mi precipito al secondo piano, driblo comitive di studenti e vecchiette per arrivare al più presto alla biglietteria. Sono quasi soddisfatta: solo 5 persone prima di me!! Sono le 9.10. 

Alle 9.40 sono ancora in coda…

Alle 10.10 sono ancora in coda…

Alle 10.30 è il mio turno. Guardo dietro di me, la fila di tutti i passeggeri del mio stesso volo è ancora lunga. Mi chiedo se una compagnia, che ha causato un disagio grave ai passeggeri possa lasciare una sola persona a ri proteggere tutti  cercando alternative di volo. Mi chiedo anche se usando un qualsiasi tool di booking on line ci voglia tutto quel tempo per fare ogni singolo biglietto.

Il disappunto cresce anche a causa di persone maleducate che cercano di saltare la fila… posso convenire che il servizio è pessimo, ma lo è per tutti i passeggeri allo stesso modo… secondo la fila!

La signora al banco è però molto cortese. Le dico solo “Vado a Budapest… mi trovi cortesemente il primo volo disponibile” Mi presenta due alternative…la differenza è di 10 minuti. Ho una piccola esitazione: sto scegliendo Monaco… potrei avere di nuovo ritardo… forse meglio scegliere Francoforte??… Non posso saperlo. Prendo il volo che arriva prima… Mentalmente considero che se andavo in macchina, ci mettevo di meno!!

Sono al gate, in attesa del mio nuovo volo. Spero di partire. Comincio ad avere sonno…

Per arrivare all’aereo, prendiamo il bus, che è pieno all’inverosimile. Metà dei passeggeri sono Americani in pensione che probabilmente stanno viaggiando per l’Europa. Una signora anziana, che fatica a muoversi, urta un’altra signora. Le chiede scusa e quella, di rimando “No, nessun problema, mi ricorda la mia metropolitana di New York!” Sorride. Incrocio il suo sguardo vivace in un viso ormai segnato dagli anni e anche a me viene da sorridere. La giornata non è poi tutta da buttare!

IL PAESE SOTTILE

InViaggi su 18 marzo 2012 a 21:41

Narra una leggenda che, mentre Dio creava il mondo, teneva sul suo tavolo un pezzetto di ogni cosa che andava disponendo sulla terra, come per gioco. Al settimo giorno aveva campioni di montagne, laghi, animali… tutti disposti sul tavolo in ordine sparso. Dio li prese, se li mise in tasca e se ne dimenticò.

Mentre camminava, si imbatté in un Angelo, che timoroso e un po’ imbarazzato si rivolse a Dio dicendo “Padre, credo che nel mondo manchi il Cile”

Dio dapprima trasalì, domandandosi come fosse possibile tale dimenticanza da parte sua, poi, infilando la mano in tasca, si ricordò di tutti quei pezzetti che aveva tenuto da parte e, sorridendo,  disse all’Angelo: “Ora ti dimostrerò che tutto ciò che viene da me ha una ragione: questi pezzi di mondo, che io avevo tenuto con me, serviranno per creare il Cile!”

Si rese immediatamente conto che lo spazio disponibile per creare un intero Paese era davvero poco: la Terra era già praticamente completa e, in tutta onestà,  non aveva nessuna intenzione di rifare tutto daccapo. Ci pensò un attimo e poi, proprio al limite del mondo, aggiunse una strisciolina lunga e sottile in cui finirono tutte le cose che aveva in tasca: deserti e ghiacciai, montagne e pianure, laghi, vulcani, fiumi e colline…

Dio si accorse che l’Angelo lo osservava un po’ perplesso, senza avere però il coraggio di parlare, così Dio sorrise nuovamente all’Angelo e commentò: “Ora la mia opera è compiuta ed è perfetta, perché io ne sono il Creatore. Tu sai che è mio potere disporre di ciò che io ho creato. Quindi se questo Cile ti pare un po’ confuso, per fare un po’ di ordine, di quando in quando manderò un terremoto!”

10.000 ISOLE

InViaggi su 15 settembre 2011 a 21:26

Non so davvero se qualcuno le abbia mai contate, so che vale la pena andarci…per dare un’idea sono a sud della Florida e si spingono fino a raggiungere il Golfo del Messico.

Noi affrontiamo il mare appena dopo il temporale.

Andiamo al largo, avvistiamo dei delfini.

Il Ranger che ci accompagna scherza: “Ci sono posti in Florida, dove per 200$ vi fanno nuotare coi delfini….io per 45$ vi butto in acqua!”… poi aggiunge: “Con altri 160$ vi riprendo anche a bordo!”

Mentre rientriamo, il cielo si riempie nuovamente di nubi, il verde delle mangrovie assume un colore acido che sembra estendersi nell’acqua, fino a poco prima azzura e limpida. I pochi raggi di sole che filtrano dalle nuvole cariche di pioggia, si infrangono sulle onde con riflessi d’acciaio…poi inizia a piovere.

Pensavamo di vedere alligatori, ma lì è mare aperto e gli alligatori amano l’acqua dolce, così ci consigliano di fermarci lungo la strada che riporta a Miami, dove, nei canali, nonostante sia la stagione umida, ne vedremo a dozzine…e infatti, eccoli lì…pigri, indolenti nell’acqua fresca…mentre gli abitanti del posto pescano a pochi metri da loro. Dicono che l’alligatore non mangi più di 2 volte a settimana, per cui se è sazio, non è pericoloso….ma chi glielo chiede quando è stato il suo ultimo pranzetto??

IN VIAGGIO

InViaggi su 12 settembre 2011 a 21:17

Dicono che viaggiare è scoprire il mondo, le piccole o grandi differenze che rendono ogni Paese unico e irripetibile.

Confermo.

Tuttavia il mio viaggiare è più la ricerca delle piccole o grandi somiglianze, di ciò che accomuna persone di latititudini e temperature estremamente diverse; viaggiare è la ricerca della conferma che noi tutti, me compresa, facciamo parte di quel variegato e composito gruppo solitamente definito  “genere umano”. E’ rassicurante per chi tendenzialmente fatica a sviluppare un qualsiasi senso di appartenenza, per chi schifa le tessere, le tendenze, le mode…salvo frequentarle ogni qual volta che la curiosità prevale.

Viaggiare è riscoprire lontane radici nomadi: spostarsi per cercare altro e, nel farlo, essere disposti ad affrontare la novità, l’ignoto, il pericolo, forse. In termini più moderni viaggiare è uscire dalla nostra area di comfort per metterci alla prova e dimostrare a noi stessi di essere in grado di gestire situazioni diverse dal nostro confortante quotidiano.

Viaggiare è dimenticare  per un po’ la prudenza soffocante per vivere con consapevole incoscienza il significato della parola FIDUCIA.

Rifletto su questo, mentre le luci dell’aereo si spengono e noi voliamo nel cielo africano dominato dalla luna piena: partire senza sapere esattamente cosa ci aspetta, fidandoci che i voli siano in orario, che i bagagli arrivino, che gli altri passeggeri non siano pericolosi o anche solo molesti, che i piloti siano sobri… Per noi, turisti “fai da te” la fiducia si estende al fatto che all’aeroporto ci sia qualcuno ad attenderci, che il lodge sia accogliente, che il tour che hanno organizzato per noi sia all’altezza delle nostre aspettative e che ci ci accompagnerà, in qualche modo, si prenderà cura di noi.

Se sei un manager ti insegnano a non avere troppa fiducia, a verificare sempre cosa fanno i tuoi collaboratori. Non basta vedere se, alla fine, il risultato sarà buono, perchè “alla fine” è troppo tardi!  Così si crea un’attitudine paranoica al controllo degli altri, giustificata dalla pretesa di evitare gli errori e sostenuta dall’ignoranza che solo dagli errori si può davvero imparare.

Il rumore monotono delle eliche culla i miei pensieri, il buio e la notte fanno il resto….mi addormento.

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